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Racconto

Il ragazzo con gli occhi verdi

Il cenone mi era sembrato infinito. Perché avevo deciso di partecipare a una festa in cui conoscevo solo due persone? Sospiro per la centesima volta. Intorno a me iniziano ad alzarsi, guardo l’ora sul piccolo orologio rosa che porto al polso. Mancano ancora quaranta minuti alla mezzanotte. Una eternità.
Alzo la testa e i miei occhi trovano quelli del ragazzo seduto di fronte a me, Giacomo. Si chiamava così, vero? Il cuore manca un battito; mi chiedo il perché del calore che sento arrivare al viso. Ho bevuto troppo vino bianco?
No, non è questo. Svuoto la testa e mi alzo per aiutare a mettere in ordine. Non prima però di averlo guardato per bene. Moro, capelli folti che ricadono liberi sulla fronte. Occhi verdi.
Si alza, gli fisso le mani con le quali fa leva sulla tavola: dita lunghe.
Poi si volta e… cavolo che culo!
Mi lecco le labbra.
Come faceva quella frase…. “Chi fa sesso il primo dell’anno, lo fa tutto l’anno”? O era “l’ultimo dell’anno”?
Allontano il pensiero portando i piatti sporchi in cucina, forse ho davvero bevuto troppo.
Guardo l’ora, mancano dieci minuti. Mi picchietto le labbra con l’unghia smaltata. Se faccio passare mezz’ora dopo la mezzanotte e me ne vado, è da maleducati?
Inspiro ed espiro.
“Ci siamo quasi” sento gridare.
Vado a prendere il cappotto, ho voglia di vedere i fuochi d’artificio dal giardino. Faccio le scale a due a due, metto la mano sulla maniglia e spingo la porta. Accendo la luce mentre mi chiudo l’uscio alle spalle.
E lo vedo.
Il ragazzo dagli occhi verdi. Senza maglietta al centro della camera.
Un buffo suono mi esce dalle labbra già secche.
Giacomo, continuerò a chiamarlo così, si gira a guardarmi e mi regala un enorme sorriso senza far nulla per coprirsi.
“Me ne vado subito” dico avvicinandomi al letto per prendere il cappotto.
Gli volto le spalle, il cuore che batte troppo forte.
“Dove diavolo è finito!” borbotto tirando fuori ogni sorta di giacca e cappotto tranne il mio. Ovviamente.
Mi allungo sul letto, un ginocchio sul materasso e il braccio steso in avanti. Il suo odore mi avvolge, quel profumo di bagnodoccia al muschio che amo mischiato a qualcosa che è solo suo. Sento il calore della sua pelle sul braccio nudo.
“Cercavi questo?” dice tirando fuori dal mucchio proprio il mio cappotto blu. Annuisco, mi tiro su e mi volto a guardarlo.
“Grazie” dico facendo per prenderlo.
Lui si allontana con il cappotto in mano, allontanando la mia speranza di uscire presto dalla stanza.
Quando hanno alzato il riscaldamento? Dove è finita tutta l’aria?
Io avanzo, lui arretra fino a quando non sbatte con le spalle sull’enorme vetrata che occupa quasi l’intera facciata.
Alzo un sopracciglio incrociando le braccia sul petto. Il seno si solleva nella scollatura dell’abito smanicato.
Con una mossa rapida lascia cadere il cappotto a terra mentre con l’altra mano mi afferra il polso. Mi scontro contro il suo petto nudo. Mi divincolo. Perché tutto quello che provo è eccitazione? Dove è finito il mio buonsenso?
“Cecilia, vero?”
Mi fermo, si ricorda il mio nome. Quasi salto dalla gioia.
Annuisco cercando di mantenere una facciata calma.
“Ho visto come mi guardavi poco fa”
Deglutisco, sento le guance ardere. Abbasso lo sguardo imbarazzata.
Mi circonda la vita con entrambe le braccia poi abbassa la testa.
“Posso?”
Allontano la testa per guardarlo bene. Nelle orecchie sento solo il battito furioso del mio cuore. Sul ventre preme già la sua erezione.
Mi lecco il labbro inferiore, libero le braccia dalla sua stretta e affero il suo viso con entrambe le mani avvicinandolo al mio. Lo bacio, nei suoi occhi leggo la sorpresa. Ma dura poco, subito il ragazzo risponde al bacio infilandomi la lingua in bocca e spingendo il bacino contro il mio. Infilo le dita tra i suoi capelli morbidi. Interrompe il bacio, annaspa alla ricerca di aria. Velocemente mi volta nel suo abbraccio e inverte le posizioni. Ora posso vedere il giardino dalla finestra. Poso una mano sul vetro freddo.
Di sotto sento le voci dei nostri amici. Giacomo mi morde l’orecchio riportandomi da lui. Sento le sue mani carezzarmi le cosce e tirarmi su la gonna arrotolandola in vita.
Cerco di respirare mentre mi agito sotto il suo tocco. Nel vetro vedo il nostro riflesso. La sua testa china sulla mia spalla, le mani che mi afferrano i fianchi. Faccio scivolare a terra il perizoma rosa in pizzo. Poi mi allarga le gambe mentre con le dita cerca e trova la mia fessura bagnata. Stende gli umori massaggiando e premendo nei punti giusti. Ho il respiro affannato, la mano sudata scivola sul vetro. Volto la testa per baciarlo mentre piano infila uno alla volta le sue lunghe dita dentro di me. Si muove piano un paio di volte. Allungo la mano all’indietro e afferro il suo pene sopra il tessuto.
“Spogliati” riesco a dire con la voce roca e il respiro spezzato.
In pochi secondi è nudo dietro di me. Vorrei vederlo bene, ma mi accontento di muovere la mano lungo l’asta stringendo forte alla base.
“Adesso” gli sento dire.
“Il… preservativo…”.
La voce mi esce a fatica. Lo sento borbottare tra i denti, poi nel riflesso lo vedo chinarsi a terra e rovistare nei jeans. Sento il rumore dell’apertura del pacchetto e lo vedo infilarselo.
Si posiziona dietro di me, spingo in alto il sedere chinandomi verso la finestra. Di sotto posso vedere gli altri riunirsi per il conto alla rovescia.
“Credi che possano vederci?”.
Si spinge dentro di me, lo sento allargarmi centimetro dopo centimetro. Sbatto le mani e la guancia al vetro per la sorpresa. Mi mordo le labbra per evitare di gridare. Giacomo mi afferra sui fianchi morbidi e inizia a muoversi a un ritmo sostenuto. Apro gli occhi e guardo fuori. Il cielo si colora di rosso, blu e oro.
È arrivato il nuovo anno.
Stringo i muscoli sul pene. Sento le gambe cedere, ho lo stomaco sottosopra. Sussulto nella sua stretta. I fuochi in cielo e il fuoco dentro di me.
Annaspo, un suono strozzato mi esce dalle labbra secche. Copro la sua mano con la mia, gli graffio il braccio e poi dimentico ogni cosa.

“Dove eri finita?!” grida la mia amica per superare la musica e il chiacchiericcio. Sono ancora sulle scale, sono sicura di avere la parola scopata dipinta sulla fronte sudata.
“Ero…”. Mi sistemo la gonna.
“Al telefono con la mia famiglia” dico tutto d’un fiato.
“Ti sei persa i fuochi d’artifico” si lamenta mettendo il broncio. Poi mi trascina verso il patio.
“Oh, tranquilla” le dico sorridendo mentre metto una ciocca di capelli dietro l’orecchio.
“Li ho visti bene”.

Miss Elena

|Non copiate, anche parzialmente, il mio racconto senza un precedente consenso scritto|

Happy Lunar new year

Con ieri si è aperto il nuovo anno lunare. Tanti auguri, buon anno 🙂

May I wish you all the best for the new year 😍

Il 2019 è l’anno del maiale! Per i nati sotto questo segno, l’astrologia cinese ci ricorda di fare attenzione…Non è mai un buon anno quando ricorre il segno sotto cui sei nato.

Se volete scoprire il vostro segno, inserite la data di nascita qui…poi fatemelo sapere nei commenti. Potrete anche consultare una simpatica tabella delle compatibilità (amorosa e non solo) tra i segni.

Io sono nata sotto il segno del Cavallo. Scrivete, scrivete numerosi!

Miss Elena