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Focus on: Caduta libera

(Immagine presa dal web)

Avete presente quando a letto, mezzi svegli e mezzi addormentati, avete l’impressione di cadere nel vuoto? Per me è come la mia prima volta sulle montagne russe: una parte rimane lassù da qualche parte, mentre il resto precipita. Devo dire che mi capita spesso, quando sono lì lì per addormentarmi.

Vi lascio con queste riflessioni:

Si tratta di un sussulto nella fase di transizione dalla veglia al sonno nel mentre che il corpo si rilassa.
La scienza dice che spesso la sensazione di cadere è accompagnata da allucinazione e visioni. 

A me non è mai successo, e a voi?

L’articolo dice inoltre che stanchezza e ansia possono aumentare il manifestarsi di questa sensazione. Ah ecco, ora capisco perchè mi capita spesso. MAI ‘NA GIOIA!


La sensazione di caduta può esserci anche nella fase profonda del sonno, ma in quel caso è accompagnata da sogni vividissimi.
Io cado e basta …

Che ne dite?

Miss E.

Focus on: Famose ‘na pennica!

LETARGO: dal greco ‘oblio’ più ‘inerte’

Nel regno animale orsi, procioni, tartarughe, scoiattoli, pipistrelli e molti altri animali, tra cui una grande varietà di insetti, si preparano ad andare in letargo ovvero in quello stato di quiescenza che permette loro di sopravvivere. 

Noi, per affrontare i rigori invernali, al massimo ci accingiamo al famoso cambio di stagione e ce ne andiamo in giro fieri di portare indosso l’intero armadio. 

È in mattine come questa che vorrei attuare anche io questa importante strategia di sopravvivenza e rifuggiarmi nella mia tana.

Buona domenica a tutti! ☺

Miss E.

Focus on: Una bella dormita

Tengo sempre sul comodino, a portata di mano, una matita appuntita e un quadernino aperto a una pagina bianca. E’ il mio rituale prima di andare a letto. In passato mi è capito di svegliarmi con le parole giuste in testa, quelle che cercavo da giorni. E perderle quasi subito nel tentativo di trovare qualcosa su cui scrivere. O ancora mi è capitato di svegliarmi ricordando dove avevo riposto il mio maglione preferito. Da allora sono sempre pronta ad appuntarmelo. E mi è servito davvero.

Sai qualcosa ma non riesci a ricordarla? Oppure non sai trovare le parole adatte? Dormici su, e il tuo cervello farà il lavoro per te mentre dormi. Questo è il consiglio che danno gli esperti dell’Università di Exter (Regno Unito). Secondo i ricercatori durante la notte riviviamo la giornata passata, e fissiamo i ricordi. Responsabile di tutto sarebbe l’ippocampo, che ha sede nel lobo temporale, che ritrasmette gli eventi alle aree del cervello che li avevano registrati. Un pò come se a fine giornata ti mettessi davanti a un proiettore a rivedere gli avvenimenti più importanti.

Vi è mai capitato di svegliarvi e ricordare ciò che vi ha ossessionato, magari, per giorni? Raccontatemi le vostre esperienze!

Miss E.

 

Focus on: Ricordi

Ho provato a pensare a quale fosse il mio primo vero ricordo. Ma distinguere tra una propria memoria e quello che hai sentito ripetere durante i pranzi di famiglia o quei ricordi che ti sei creato dopo aver sfogliato mille volte quell’album di foto, è difficile.

Io lo sto ancora cercando. Spero di riuscire presto a condividerlo con voi.

Qual è il vostro primo ricordo?

Intanto vi lascio con qualche considerazione a riguardo:

Una ricerca condotta da una Università di Edimburgo dimostra che ricordiamo più facilmente se l’evento è in relazione a una nuova esperienza e quindi alla meraviglia della scoperta. Questo avviene perché la nuova esperienza “provocherebbe il rilascio di dopamina da un’area celebrale nota come locus coeruleus. La dopamina viene poi trasmessa all’ippocampo, l’area celebrale associata alla formazione dei ricordi.”

Ecco perché le prime volte non si scordano mai! 😛

Ma allora perché dimentichiamo la nostra prima infanzia?

Freud battezzò il fenomeno amnesia infantile; ben presto i ricordi dai sette anni in giù iniziano a svanire. Secondo quanto ipotizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Emory ad Atlata, l’ippocampo (importante per la memoria a lungo termine) non è ancora del tutto formato fino ai sette anni. Pertanto nei bambini è rallentata la capacità di mantenere i ricordi nel tempo.

E voi cosa ne pensate? Vi è tornato alla mente qualche ricordo?

Miss E.

Focus on: Genomica personalizzata

Per chi volesse avvicinarsi al mondo scientifico e avere più informazioni circa la genomica personalizzata, suggerisco “Il DNA incontra Facebook” di Sergio Pistoi.

L’autore ha la capacità di approcciarsi a temi complicati nel modo più chiaro e semplice possibile. Davvero la scienza è alla portata di tutti.

Il libro racconta l’esperienza dell’autore di usare il proprio DNA e affidarlo a una delle tante aziende esistenti su internet (nello specifico 23andme.com) che per modiche cifre analizzano il DNA e forniscono una immagine del tuo genoma. Con queste informazioni, se interpretate nel modo corretto e non con il fai-da-te, è possibile conoscere

‘il rischio futuro di malattie, la tolleranza ai farmaci, le nostre origini etniche e condividere tutto sui social network’

nati ad hoc.

Pistoi ci guida attraverso la scoperta della genomica personalizzata e ci mostra le sue impressioni, i rischi e le paure di trovarsi di fronte ai propri geni. Ma anche la parte divertente, riunirsi con parenti lontani persi nel tempo!

Buona lettura!

P.S. Affidatevi a un genetista esperto: le informazioni ottenute da questi test non possono essere lasciate al caso. Hanno bisogno di una corretta interpretazione, e soprattutto di essere contestualizzate.

Miss E.

Focus on: Vaccini

Dibattito vecchio quello sui vaccini, risale a Salk e alla messa in circolazione del vaccino contro la poliomelite – anche se l’idea alla base dei vaccini è molto più vecchia-

Il vaccino si basa sulla capacità del nostro sistema immunitario di riconoscere gli agenti infettivi già incontrati. In questo modo vengono stimolati gli anticorpi ( le nostre guardie) a difendere l’organismo in caso di futuri attacchi del virus.

Sono tre i vaccini oggi esistenti:

  1. quelli che contengono il virus attenuato ovvero virus che non sono capaci di replicarsi e quindi scatenare la malattia (es. vaccino per Rosolia, Morbillo e Parotite)
  2. quelli che contengono il virus ucciso (es. vaccino per Epatite A, Poliomelite e talvolta per l’influenza)
  3. quelli che contengono solo alcuni parti del virus (es. vaccino per Papilloma virus, Tetano e Pertosse)

Perché è importante vaccinarsi?

  1. è più pericoloso ammalarsi che vaccinarsi. Gli effetti collaterali sono rari e da collegare a reazioni allergiche a uno o più composti, malessere, febbre, arrossamento e dolore della zona della puntura
  2. immunità di gregge ovvero bambini e coloro i quali sono allergici diventano immuni e quindi protetti grazie alle persone che sono vaccinate
  3. evita la ricomparsa di malattie ormai debellate nei paesi occidentali che non ricordano più gli effetti devastanti di queste patologie

Ad oggi non esiste alcuna prova scientifica di collegamenti tra la manifestazione dell’autismo e i vaccini.

I vaccini possono salvare la tua vita e quella di chi ti sta intorno. VaccinarSI!

Miss E.