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Racconto

Prequel #0

Parte #1

IL MIO MIGLIORE AMICO #2

“A quanto pare, ho fatto una cazzata”. “Cosa?” mi chiede Grazia.
“Luca… da quella notte non l’ho più sentito”.
“Nooo, che stronzo” sussurra coprendosi la bocca.
Annuisco. “Forse è colpa mia, non avrei dovuto cedergli così in fretta…”.
“Prima di tutto era, è il tuo migliore amico, e poi si prende la tua prima volta e non si fa sentire?”.
Sorrido. “Almeno grazie a lui ho capito di essere gay” le dico.
Grazia scoppia a ridere.
“Un po’ estremo come metodo”.
Mi copro il viso con le mani e bofonchio: “Gli ho anche detto di essere solo suo”.
“Ecco questo potevi risparmiartelo” mi dice colpendomi forte sulla nuca.
Si alza. “Marco” mi dice. “Domani. Io e te. Si va a ballare”.
Annuisco mesto. Non ho chance di evitare la serata.

“Grazie” sussurro tra i denti alla mia amica trapassandola con lo sguardo. Lei fa spallucce.
Volevo dimenticarmi di lui e invece…
I nostri occhi si incontrano sopra la pista da ballo gremita di persone.
“Vai!”.
“No”.
Grazia mi spinge, inciampo. Mi raddrizzo subito e con un sorriso tirato sul volto cammino verso Luca.
Lo saluto. Lui mi fa un cenno con la testa.
“Io…” inizio a dire.
“Mi dispiace non averti chiamato” mi interrompe in fretta.
Strabuzzo gli occhi, non me lo aspettavo. “Grazie” riesco a rispondere.
Luca mi afferra il polso e mi trascina nel corridoio che conduce alla sala dei dipendenti.
Mi sbatte contro il muro, poi afferra il volto tra le sue grandi mani e mi bacia. Mi ruba l’aria, si infila nella mia bocca con rabbia. Mi lascio andare, passo le mani tra i suoi capelli morbidi. Si allontana, con la bocca scende sul collo. Lo sento leccare, succhiare… mi graffia con i denti. Rimarrà il segno, ne sono certo. Ma non mi importa.
Poi in fretta si china sulle ginocchia.
“No…” mi esce tra le labbra, il respiro corto, il cuore accelerato.
Poso le mani sulle sue spalle e cerco di spingerlo via, ma non riesco a muoverlo. Guardo in basso, lui mi guarda. Le ciglia lunghe incorniciano i suoi occhi perfetti. Solleva il labbro da un lato e lentamente mi apre la cerniera dei jeans abbassandomeli del tutto.
Struscia il viso sui miei boxer, attraverso il tessuto sento il suo respiro caldo. Tremo. Mi mordo il labbro inferiore quando abbassa anche l’intimo liberando l’erezione.
Prende ad accarezzarlo con la mano fino alla punta, mentre con l’altra è impegnato a toccare dolcemente le palle e la base dell’asta. Si muove veloce, alternando qualche stretta al momento giusto. Non riesco a smettere di guardare la sua mano scivolare su e giù lungo la mia asta. “È così bello” sussurro tra i denti.
Alza lo sguardo e mi fissa.
“Posso?” mi chiede.
Gli dico di sì e rapido sento il mio pene scivolare nella sua bocca umida. Lo tira fuori e inizia a leccare, piccoli colpi alla punta, poi succhia con sempre più vigore. Un brivido mi corre lungo la schiena. Allargo le mani sulle sue spalle.
Con la mano mi continua a tormentare le palle mentre scivolo sempre più a fondo nella sua bocca.
Non capisco più nulla, nessuno mai lo aveva preso in bocca come lui… ma mi piace. Non era stato lo stesso con le due ragazze che lo avevano preceduto.
Ho il respiro corto, il petto si alza e si abbassa mentre Luca continua ad alternare succhiate e leccate.
Chiudo gli occhi completamente perso.

“Apri!”.
Bussano alla porta. Volto la testa senza aprire gli occhi, avrei voglia di gridargli di andare via. Non adesso, assolutamente non ora.
Bussano ancora. Apro gli occhi.
Buio.
Ma cosa cavolo?
Tasto intorno a me. Morbido. Richiudo gli occhi e cerco di rallentare il respiro.
“Apri!”.
Metto un braccio sugli occhi.
“Era solo un sogno” dico tra i denti.
Sospiro e mi alzo. Accendo la luce, apro la porta e Grazia mi assale.
“Perché cavolo non aprivi?”.
La guardo: è tutta in tiro. Tacco alto, gonna corta e camicetta smanicata, trucco accentuato.
“Dove devi andare?”.
“Dove dobbiamo andare, vuoi dire”.
Mi strofino gli occhi, non riesco a seguirla.
“Dovevamo andare a ballare” mi ricorda.
Mi batto la fronte con la mano.
“Faccio in fretta, aspettami”.

“Grazie” sussurro tra i denti alla mia amica trapassandola con lo sguardo. Lei fa spallucce.
Volevo dimenticarmi di lui e invece…
Lo guardo da sopra la pista da ballo. È di spalle, non mi ha visto. Grazia mi spinge, incespico, sbatto contro un paio di persone prima di raggiungerlo.
Allungo una mano, sto quasi per toccarlo sulla spalla quando sento una risata di gola. Femminile.
Mi blocco con la mano in aria.
“Andiamo da me?”.
Mi sposto un po’ di lato e vedo il volto della mia nemica.
È lei, la sua ex ragazza. Loredana.
“Certo” risponde lui.
No, non può essere vero.

…Continua…

Miss Elena

|Non copiate, anche parzialmente, il mio racconto senza un precedente consenso scritto|

Racconto

Prequel del racconto erotico #7

IL MIO MIGLIORE AMICO #0

Mi alzo all’improvviso e mi avvicino al mio amico. Lo osservo, i nostri visi quasi si sfiorano.
Stefano non arretra, ma mi guarda sconvolto. Devo sembrargli pazzo.
“Cosa stai facendo?” mi chiede.
“Devo capire se mi piacciono gli uomini” rispondo continuando a ispezionarlo.
“E quindi?” dice incrociando le braccia sul petto, nel tentativo forse di mettere distanza.
“Nulla”.
Mi allontano di scatto, faccio il giro della tavola e mi butto sulla sedia, le mani tra i capelli.
“Non provo nulla per te”.
“Dovrei sentirmi offeso?”
“Non scherzare!” gli rispondo fulminandolo con lo sguardo. Poi poso la testa tra le mani.
“Ti porto qualcosa di forte”.
Annuisco. “Grazie, amico”.
Un istante dopo reggo tra le mani un bicchiere di whiskey con ghiaccio. Lo sollevo e bevo un lungo sorso. Mi infiamma la gola e le viscere.
Stefano si siede davanti a me, una tazza di caffè bollente tra le mani.
“Quindi cosa hai capito dal tuo esperimento?”.
“Che non mi piacciono gli uomini”.
“Bene”.
“Ma mi piace lui” dico guardandolo dritto negli occhi. “Mi piace il mio migliore amico” finisco.

“Va bene lo stesso”.
“Non che non va bene” dico.
Sbatto il bicchiere sul tavolo, del liquido ambrato trabocca e mi bagna la mano.
“Se lui non provasse lo stesso, io…”.
Chiudo gli occhi massaggiandomi l’attaccatura del naso. L’odore di alcol è forte, mi guardo la mano. Tiro fuori la lingua e lentamente lecco via le gocce di whiskey.
“Luca, prova a sedurlo”.
Alzo lo sguardo a sentire la voce del mio amico. Lo guardo, il gomito sulla tavola e la testa posata sul palmo aperto.
“Se fossi stato gay, ci saresti appena riuscito con me” dice puntandomi un dito contro.
Sbatto entrambe le mani sul tavolo alzandomi in piedi.
“Hai ragione” dico. “Devo solo convincerlo a darmi la risposta che voglio”.
“Vale a dire?” mi chiede Stefano.
“Marco sarà mio, riuscirò a farmi dire che mi ama anche lui!”.

Spero di aver dato il giusto quadro alla storia, siate pazienti e presto pubblicherò anche il seguito.

Continua…

Miss Elena

|Non copiate, anche parzialmente, il mio racconto senza un precedente consenso scritto|

Racconto

Racconto erotico #7

IL MIO MIGLIORE AMICO #1

Vieni con me“.
Quelle tre semplici parole si sono conficcate nella mia carne come lame arroventate.
Me ne sto immobile, sconcertato, tanto che è lui ad afferrarmi il polso e a trascinarmi in camera da letto. Chiude la porta, lo scatto della serratura sembra perforarmi il timpano.
Mi spinge sul letto, il viso schiacciato tra i cuscini. Rimango lì, steso a pancia in giù, completamente alla sua mercé.
Cosa vuoi da me?” gli chiedo, la voce soffocata. Non ho il coraggio di voltarmi.
Devi ancora darmi la tua risposta“.
Sale sul letto, faccio per girarmi ma si mette a cavalcioni su di me.
Mi tira su la maglietta, con le mani cerco di bloccarlo.
Basta!” dico.
La maglietta mi scivola sulla testa.
Smettila, non muoverti“.
Mi afferra le mani, tiene i polsi con una mano e con l’altra si toglie la cravatta.
Non puoi farlo“.
Lo sto già facendo” dice legandomi i polsi con la cravatta alla testata in ferro del letto.
Sento il suo alito caldo sul collo, poi il tocco gentile delle labbra.
Mi immobilizzo. Il cuore batte veloce. Rimbomba nelle orecchie il suo suono sordo. Le sue mani prendono ad accarezzemi lungo le braccia fino ai fianchi, mentre con le labbra lascia una scia di baci lungo la colonna.
Infila una mano a slacciarmi i pantaloni e li tira via veloce. Poi mi fa mettere a quattro zampe, allargandomi le gambe e spingendo la testa sul letto.
Rimani così” mi dice.
Ma…ti prego…è imbarazzante…non ho mai…
Si allontana qualche minuto, sposto la testa per cercare di vedere cosa fa. Sento dei rumori, i pantaloni cadono a terra..altro fruscio.
Mi raggiunge sul letto.
Mi bacia la nuca, con la mano trova il pene e inizia ad accarezzarlo.
Inarco la schiena assecondando i suoi movimenti. Mugugno, sospiro.
Bene, così….Sei mio…
Poi si ferma e ad un tratto sento qualcosa di freddo colarmi tra le natiche. Sobbalzo.
Cosa fai?
“Così sarà più bello per entrambi”
Poi con le dita mi spalma il gel sull’ano e con un dito mi unge l’interno allargandomi. Preparandomi a lui.
Non mi da il tempo di fermarlo, ma lo avrei fatto davvero? Non sono pronto, ma non posso aspettare.
Non riesco a mentire più a me stesso.
Lo voglio. Lo voglio dentro di me. Voglio lui, sempre lui…solo lui.
Lo sento spingere, ho i brividi. Eccitazione, paura, dolore hanno la stessa forma….la sua.
Mi afferra i fianchi e entra, allargandomi piano.
Vuoi che smetta?” mi dice respirando a fatica.
Mai. “No“.
Voglio sentire la tua risposta“.
Quasi grido nel sentirlo entrare del tutto. Mi inarco, stringo i denti. Cerco di muovermi ma mi tiene stretto per i fianchi.
Sono tuo” sussurro.
Spinge ancora. Sobbalzo. Il pene sempre più duro.
Sono tuo. Per sempre“. Mi fermo per cercare di riprendere fiato.
Sta aumentando il ritmo con il quale mi impala…dentro…fuori. Ogni volta più forte. Il rumore della carne riempe la stanza, supera i miei gemiti e i suoi grugniti.
Fa un male cane, ma non ha più importanza.
Perché è lui che amo. Il mio migliore amico. Un ragazzo.

Leggerete presto un seguito della storia, ma prima troverete qualche spiegazione in più sulla coppia nel racconto prequel di prossima uscita.

Miss Elena

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