Archivio mensile:febbraio 2020

Racconto

Prequel #0

Parte #1

IL MIO MIGLIORE AMICO #2

“A quanto pare, ho fatto una cazzata”. “Cosa?” mi chiede Grazia.
“Luca… da quella notte non l’ho più sentito”.
“Nooo, che stronzo” sussurra coprendosi la bocca.
Annuisco. “Forse è colpa mia, non avrei dovuto cedergli così in fretta…”.
“Prima di tutto era, è il tuo migliore amico, e poi si prende la tua prima volta e non si fa sentire?”.
Sorrido. “Almeno grazie a lui ho capito di essere gay” le dico.
Grazia scoppia a ridere.
“Un po’ estremo come metodo”.
Mi copro il viso con le mani e bofonchio: “Gli ho anche detto di essere solo suo”.
“Ecco questo potevi risparmiartelo” mi dice colpendomi forte sulla nuca.
Si alza. “Marco” mi dice. “Domani. Io e te. Si va a ballare”.
Annuisco mesto. Non ho chance di evitare la serata.

“Grazie” sussurro tra i denti alla mia amica trapassandola con lo sguardo. Lei fa spallucce.
Volevo dimenticarmi di lui e invece…
I nostri occhi si incontrano sopra la pista da ballo gremita di persone.
“Vai!”.
“No”.
Grazia mi spinge, inciampo. Mi raddrizzo subito e con un sorriso tirato sul volto cammino verso Luca.
Lo saluto. Lui mi fa un cenno con la testa.
“Io…” inizio a dire.
“Mi dispiace non averti chiamato” mi interrompe in fretta.
Strabuzzo gli occhi, non me lo aspettavo. “Grazie” riesco a rispondere.
Luca mi afferra il polso e mi trascina nel corridoio che conduce alla sala dei dipendenti.
Mi sbatte contro il muro, poi afferra il volto tra le sue grandi mani e mi bacia. Mi ruba l’aria, si infila nella mia bocca con rabbia. Mi lascio andare, passo le mani tra i suoi capelli morbidi. Si allontana, con la bocca scende sul collo. Lo sento leccare, succhiare… mi graffia con i denti. Rimarrà il segno, ne sono certo. Ma non mi importa.
Poi in fretta si china sulle ginocchia.
“No…” mi esce tra le labbra, il respiro corto, il cuore accelerato.
Poso le mani sulle sue spalle e cerco di spingerlo via, ma non riesco a muoverlo. Guardo in basso, lui mi guarda. Le ciglia lunghe incorniciano i suoi occhi perfetti. Solleva il labbro da un lato e lentamente mi apre la cerniera dei jeans abbassandomeli del tutto.
Struscia il viso sui miei boxer, attraverso il tessuto sento il suo respiro caldo. Tremo. Mi mordo il labbro inferiore quando abbassa anche l’intimo liberando l’erezione.
Prende ad accarezzarlo con la mano fino alla punta, mentre con l’altra è impegnato a toccare dolcemente le palle e la base dell’asta. Si muove veloce, alternando qualche stretta al momento giusto. Non riesco a smettere di guardare la sua mano scivolare su e giù lungo la mia asta. “È così bello” sussurro tra i denti.
Alza lo sguardo e mi fissa.
“Posso?” mi chiede.
Gli dico di sì e rapido sento il mio pene scivolare nella sua bocca umida. Lo tira fuori e inizia a leccare, piccoli colpi alla punta, poi succhia con sempre più vigore. Un brivido mi corre lungo la schiena. Allargo le mani sulle sue spalle.
Con la mano mi continua a tormentare le palle mentre scivolo sempre più a fondo nella sua bocca.
Non capisco più nulla, nessuno mai lo aveva preso in bocca come lui… ma mi piace. Non era stato lo stesso con le due ragazze che lo avevano preceduto.
Ho il respiro corto, il petto si alza e si abbassa mentre Luca continua ad alternare succhiate e leccate.
Chiudo gli occhi completamente perso.

“Apri!”.
Bussano alla porta. Volto la testa senza aprire gli occhi, avrei voglia di gridargli di andare via. Non adesso, assolutamente non ora.
Bussano ancora. Apro gli occhi.
Buio.
Ma cosa cavolo?
Tasto intorno a me. Morbido. Richiudo gli occhi e cerco di rallentare il respiro.
“Apri!”.
Metto un braccio sugli occhi.
“Era solo un sogno” dico tra i denti.
Sospiro e mi alzo. Accendo la luce, apro la porta e Grazia mi assale.
“Perché cavolo non aprivi?”.
La guardo: è tutta in tiro. Tacco alto, gonna corta e camicetta smanicata, trucco accentuato.
“Dove devi andare?”.
“Dove dobbiamo andare, vuoi dire”.
Mi strofino gli occhi, non riesco a seguirla.
“Dovevamo andare a ballare” mi ricorda.
Mi batto la fronte con la mano.
“Faccio in fretta, aspettami”.

“Grazie” sussurro tra i denti alla mia amica trapassandola con lo sguardo. Lei fa spallucce.
Volevo dimenticarmi di lui e invece…
Lo guardo da sopra la pista da ballo. È di spalle, non mi ha visto. Grazia mi spinge, incespico, sbatto contro un paio di persone prima di raggiungerlo.
Allungo una mano, sto quasi per toccarlo sulla spalla quando sento una risata di gola. Femminile.
Mi blocco con la mano in aria.
“Andiamo da me?”.
Mi sposto un po’ di lato e vedo il volto della mia nemica.
È lei, la sua ex ragazza. Loredana.
“Certo” risponde lui.
No, non può essere vero.

…Continua…

Miss Elena

|Non copiate, anche parzialmente, il mio racconto senza un precedente consenso scritto|