Racconto

Racconto erotico #7

IL MIO MIGLIORE AMICO #1

Vieni con me“.
Quelle tre semplici parole si sono conficcate nella mia carne come lame arroventate.
Me ne sto immobile, sconcertato, tanto che è lui ad afferrarmi il polso e a trascinarmi in camera da letto. Chiude la porta, lo scatto della serratura sembra perforarmi il timpano.
Mi spinge sul letto, il viso schiacciato tra i cuscini. Rimango lì, steso a pancia in giù, completamente alla sua mercé.
Cosa vuoi da me?” gli chiedo, la voce soffocata. Non ho il coraggio di voltarmi.
Devi ancora darmi la tua risposta“.
Sale sul letto, faccio per girarmi ma si mette a cavalcioni su di me.
Mi tira su la maglietta, con le mani cerco di bloccarlo.
Basta!” dico.
La maglietta mi scivola sulla testa.
Smettila, non muoverti“.
Mi afferra le mani, tiene i polsi con una mano e con l’altra si toglie la cravatta.
Non puoi farlo“.
Lo sto già facendo” dice legandomi i polsi con la cravatta alla testata in ferro del letto.
Sento il suo alito caldo sul collo, poi il tocco gentile delle labbra.
Mi immobilizzo. Il cuore batte veloce. Rimbomba nelle orecchie il suo suono sordo. Le sue mani prendono ad accarezzemi lungo le braccia fino ai fianchi, mentre con le labbra lascia una scia di baci lungo la colonna.
Infila una mano a slacciarmi i pantaloni e li tira via veloce. Poi mi fa mettere a quattro zampe, allargandomi le gambe e spingendo la testa sul letto.
Rimani così” mi dice.
Ma…ti prego…è imbarazzante…non ho mai…
Si allontana qualche minuto, sposto la testa per cercare di vedere cosa fa. Sento dei rumori, i pantaloni cadono a terra..altro fruscio.
Mi raggiunge sul letto.
Mi bacia la nuca, con la mano trova il pene e inizia ad accarezzarlo.
Inarco la schiena assecondando i suoi movimenti. Mugugno, sospiro.
Bene, così….Sei mio…
Poi si ferma e ad un tratto sento qualcosa di freddo colarmi tra le natiche. Sobbalzo.
Cosa fai?
“Così sarà più bello per entrambi”
Poi con le dita mi spalma il gel sull’ano e con un dito mi unge l’interno allargandomi. Preparandomi a lui.
Non mi da il tempo di fermarlo, ma lo avrei fatto davvero? Non sono pronto, ma non posso aspettare.
Non riesco a mentire più a me stesso.
Lo voglio. Lo voglio dentro di me. Voglio lui, sempre lui…solo lui.
Lo sento spingere, ho i brividi. Eccitazione, paura, dolore hanno la stessa forma….la sua.
Mi afferra i fianchi e entra, allargandomi piano.
Vuoi che smetta?” mi dice respirando a fatica.
Mai. “No“.
Voglio sentire la tua risposta“.
Quasi grido nel sentirlo entrare del tutto. Mi inarco, stringo i denti. Cerco di muovermi ma mi tiene stretto per i fianchi.
Sono tuo” sussurro.
Spinge ancora. Sobbalzo. Il pene sempre più duro.
Sono tuo. Per sempre“. Mi fermo per cercare di riprendere fiato.
Sta aumentando il ritmo con il quale mi impala…dentro…fuori. Ogni volta più forte. Il rumore della carne riempe la stanza, supera i miei gemiti e i suoi grugniti.
Fa un male cane, ma non ha più importanza.
Perché è lui che amo. Il mio migliore amico. Un ragazzo.

Leggerete presto un seguito della storia, ma prima troverete qualche spiegazione in più sulla coppia nel racconto prequel di prossima uscita.

Miss Elena

|Non copiate, anche parzialmente, il mio racconto senza un precedente consenso scritto|

4 pensieri su “Racconto

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