Archivio mensile:ottobre 2018

Apro il mio diario. Riflessioni sulla vita.

Avevo quattordici anni, era la mia prima festa fuori casa. Halloween per esatezza. Eravamo una decina, il gruppo affezionato, tutti a casa di C.M. C’era il ragazzo della mia seconda cotta più importante tale G.T. che frequentava in una sezione diversa. Per questo avevamo poche occasioni d’incontro, i corridoi durante la ricreazione e il tragitto in autobus andata e ritorno. Ero felicissima che avesse accettato l’invito.
Passammo tutti una bella serata, ma la mia sarebbe potuta essere migliore.
Sedemmo accanto per un tempo che mi sembrò infinito, ricordo ancora quando mi afferrò la mano di nascosto e la tenne stretta nella sua, calda e sudata. Sulla mano sentivo chiaramente il battito del cuore. Tump tump tump, faceva eco al mio. Poi ricordo che si alzò ed entrò in una delle camere lì vicino, dalla porta mi fece un cenno con la testa. Desiderava che lo seguissi.

Avrei dovuto alzarmi subito, lo volevo. Mi piaceva tanto, e penso ancora a lui con affetto. Se lo incontrassi ancora il mio cuore perderebbe un battito di nuovo, ne sono sicura. Ma non mi alzai. La paura e l’imbarazzo mi tennero seduta su quello stupido divano. Avevo quattordici anni, non avevo mai avuto un fidanzatino e quello sarebbe stato il mio primo bacio. Rivedo ancora il suo sguardo deluso e triste, le spalle abbattute mentre capisce che non mi sarei alzata. Ovviamente i giorni seguenti persi anche quella che stava diventando una bella amicizia.

Rimpiango ancora il mio primo bacio con G.T. quella fredda sera di Halloween. Rimpiango ancora di aver perso ‘il nostro una volta nella vita‘.

Ma oggi pensando a quel momento come a un destino mai compiuto, forse posso cancellare il ricordo dalla lista dei miei riampianti.

Perchè se è vero che alcune cose sono importanti solo nel momento un cui accadono, allora i rimpianti non dovrebbero far parte della nostra vita.

E i cinesi, almeno la vecchia generazione, hanno ben chiaro questo concetto espresso dalla parola cinese Yuanfen (缘分) che possiamo tradurre con “coincidenza fatidica” che va oltre il destino e il fato per unirsi al Karma e alle coincidenze. È un potenziale tra due persone che hanno incontrato l’occasione di concretizzare il rapporto.

Un proverbio cinese dice:

百世修来同船渡,千载修得共枕眠 (pinyin: bǎi shì xiū lái tóng chuán dù, qiān zǎi xiū dé gòng zhěn mián).

Letteralmente: Ci vogliono centinaia di rinascite per portare due persone a salire sulla stessa barca.

Questo ci indica quanto sia raro e prezioso lo yuánfèn. Nel bene e nel male, chi crede nel principio, non si dispiace per ciò in cui non è riuscito nè si loda per quello che riesce a fare. Ed è con questo concetto in mente che vanno interprerati i rapporti sociali. Infatti se tra due persone vi è yuánfēn significa che tra di loro è presente una connessione potenziale, ma che vi è stata anche l’occasione, la coincidenza che le ha messe in contatto e ha dato origine al loro rapporto di amore, di amicizia o di lavoro.

Se segui lo yuán o yuánfen si può raggiungere la felicità in quanto non fai altro che accettare e assecondare il flusso naturale degli eventi. Un’espressione cinese ricorrente è suí yuán 随缘, appunto “segui lo yuan”, ovvero “segui l’affinità predestinata”.

Ed è il consiglio che dò a me stessa e a voi tutti oggi 🙂

NOTA:

(…il concetto di yuán 缘, traducibile come “causa”, sta ad indicare insieme la causa primaria, cioè il risultato del karma degli individui, che li porta a fare determinati incontri nella vita, e la causa secondaria, ovvero l’occasione, la coincidenza che porta gli individui a incontrarsi. Chang, H.-C., & Holt, G. R. (1991). The concept of yuan and Chinese interpersonal relationships. In S. Ting-Toomey & F. Korzenny (Eds.), International and intercultural communication annual, Vol. 15.)
Miss Elena