E’ tempo di Unravel me

Ho letto tutto d’un fiato il secondo romanzo di Taheren Mafi, Unravel me, seguito di Shatter me, che vi ho raccontato in un precedente articolo (potete leggerlo qui).

“Ci resta solo poco tempo, ha detto. Come se il tempo fosse qualcosa che può esaurirsi, come se fosse versato in ciotole che ci vengono consegnate alla nascita e che se mangiassimo troppo, troppo velocemente, o appena prima di buttarci in acqua, allora il nostro tempo sarebbe perso, sprecato, già consumato. (…) Il tempo va avanti anche quando noi non lo facciamo.”

Con il secondo romanzo ci addentriamo tra le file della Resistenza e finalmente abbiamo un quadro più grande di quello che è avvenuto nel mondo durante la detenzione di Juliette. Lo scopriamo piano piano insieme a lei, rubando parole e intuendo il resto.

“Mi sto scusando continuamente, scusando per sempre, per ciò che sono e ciò che non ho mai voluto essere e per questo corpo in cui sono nata, questo DNA che non ho mai chiesto, questa persona che non riesco a cambiare.”

Anche questa volta sono rimasta b̶r̶u̶c̶i̶a̶t̶a̶  scottata, l’ho letto finché non mi è mancato il respiro, fino a quando i miei occhi non mi hanno chiesto di fermarmi. E non ho smesso. Anche dopo, quando sono arrivata alla fine avevo ancora le parole del libro stampate in testa. Sono m̶o̶r̶t̶a̶ rinata.

“2 settimane sono crollate a lato della strada, abbandonate e già dimenticate. Da 2 settimane sono qui e nel giro di 2 settimane mi sono sistemata su un letto fatto di gusci di uovo, chiedendomi quando si romperà qualcosa, quando sarò la prima a rompere qualcosa …”

In questo capitolo la Mafi ci sorprende, ma non è una sorpresa sgradita. Lo avevamo già intuito nel primo libro … anche se ora ho gli stessi dubbi di Juliette. Adam o  Warner? W̶a̶r̶n̶e̶r̶ W̶a̶r̶n̶e̶r̶W̶a̶r̶n̶e̶r̶  Tutto avviene nel grande quadro di una guerra che alla fine scoppia. tic tac tic tic tic è tempo di guerra.

Ti voglio, dice. Dice: “Voglio tutto di te. Ti voglio dentro e fuori, voglio che cerchi di riprendere fiato e mi desideri intensamente come io desidero te intensamente“. Lo dice come se avesse una sigaretta accesa in gola, come se volesse immergermi nel miele caldo e dice: “Non è mai stato un segreto. Non ho mai cercato di nascondertelo. Non ho mai finto di volere qualcosa di meno“. (…) “Voglio essere l’amico di cui ti innamori perdutamente. L’amico che fai stare tra le tue braccia, nel tuo letto e nel mondo riservato che tieni intrappolato nella tua mente. Voglio essere quel genere di amico” dice. “Quello che memorizzerà le cose che dirai e la forma delle tue labbra quando le dirai. Voglio conoscere ogni curva, ogni lentiggine, ogni brivido del tuo corpo, Juliette…” (…)

Finalmente Juliette ha capito chi è. E cosa deve fare. Non è più una vittima, non è più l’arma di qualcuno. Finalmente è libera, viva, reale e forte. Una donna.

Non ritorno di nuovo sullo stile di Mafi dico solo che ho riempito post-it con le sue frasi e ne ho rivestito la bacheca in camera. Nella mente di Juliette c’è il caos, e lo vediamo riflesso nello stile imprevedibile della scrittrice, nelle parole taglienti che usa, nelle immagini che riesce a creare. Devo ammettere che spesso mi sono ritrovata con gli occhi umidi e la gola stretta.

Il secondo libro rivoluziona tutto quello che credevi di sapere o di aver capito in Shatter me, e ti lascia con l’incertezza che ci sia ancora molto da scoprire. Come nella vita reale non smetti mai di conoscere una persona, così io sto continuando a conoscere i personaggi tratteggiati dalla sapiente mano  di questa giovane scrittrice.

Tu mi distruggi“. Cado a pezzi tra le sue braccia. Ho i pugni pieni di monetine da un centesimo e il mio cuore è un jukebox che richiede monete da cinque centesimi di dollari e la mia testa lancia monetine per fare testa o croce testa o croce testa o croce testa o croce.

Sarò pazza ma mi trovo a preferire libri che finiscono come non avresti mai immaginato, come in realtà non vorresti che finissero. Ma il finale “sbagliato” lo vedi scritto e diventa il finale “perfetto”.

” (…) sono giunta alla conclusione che stargli lontano mi ha costretto a fare affidamento su me stessa. A concedermi di avere paura e superarla da sola. Ho dovuto allenarmi senza di lui, combattere senza di lui, affrontare Warner, Anderson e la confusione che ho in testa senza averlo al mio fianco. E ora mi sento diversa. Mi sento più forte da quando ho messo le distanze tra noi. (…) Non posso essere me stessa se ho costantemente bisogno di qualcuno che mi regga. Ho un casino in testa.”

E ora avanti con il terzo libro, Ignite me. Ma prima mi dedicherò al racconto Destroy me (1.5) per scoprire Warner, infatti è il racconto dal suo punto di vista. Mi rituffo in quel mondo di parole che in realtà non sono ancora riuscita ad abbandonare. In quel mondo da cui non voglio ancora uscire.

Buona lettura!

Miss E.

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5 pensieri su “E’ tempo di Unravel me

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